Pubblicato da: Vito Santoro su: 25 Gennaio 2009
Ieri a Chianciano, dove lo scorsa estate era stato sconfitto in Congresso da Paolo Ferrero, Nichi Vendola ha annunciato formalmente il suo distacco da Rifondazione comunista, e la nascita di una nuova formazione, Rps, Rifondazione per la sinistra. Dunque, una Rifondazione di Rifondazione. Così i Partiti di ispirazione comunista in Italia sono arrivati – se ho fatto bene i conti – a nove. Riepilogando, abbiamo il Partito della Rifondazione comunista, dal quale si è staccato con l’ennesima scissione la Rifondazione del governatore pugliese. Poi il Partito dei comunisti italiani di Oliviero Diliberto. Quindi il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando; la Sinistra critica, ecologista, comunista, femminista ecc. ecc. di Flavia D’Angeli, abile parolaia che durante il periodo elettorale ha imperversato su tutte le tribune televisive, salvo poi raccogliere uno 0,0X%. Ci sono anche Iniziativa comunista di Norberto Natali e il Partito comunista italiano marxista-leninista diretto da Domenico Savio, che contende l’eredità maoista alla Lista comunista per il blocco popolare di Pietro Vangeli. Infine, il Partito di alternativa comunista, affiliato alla Quarta Internazionale, che ha il suo leader in Fabiana Stefanoni.
Costoro dovrebbero ascoltare le parole del Sub-Comandante Fausto, che proprio ieri in una intervista all’Unità, ha sottolineato il fatto che ormai «in Italia la sinistra non esiste più» e, soprattutto, che «si può essere morti, senza saperlo». Amen.
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