Pubblicato da: Vito Santoro su: 3 Febbraio 2009
Partendo dalla figura storica di Flavia Gaetani – «non ancora musulmana e non più cristiana», come recita la didascalia a fine film – e dalle vicende dell’assedio di Otranto (anche se il film fu girato nella mia Trani, per lo più nella zona antistante alla cattedrale e all’interno del monastero di Colonna, oltre che nella campagna ostunese), Gianfranco Mingozzi, già secondo assistente di Fellini nella Dolce vita (coadiuvato dagli sceneggiatori Tau, Di Giovanbattista e Vietri), firma nel 1974 uno dei capitoli più significativi della storia – tutt’altro che eccelsa, in verità – del “sexy conventuale” o, se si preferisce una terminologia più cool, nun-exploitation all’italiana. E questo grazie soprattutto ad una regia quanto mai asciutta ed essenziale e ad una sceneggiatura capace di coniugare furore anticlericale e l’apologia filofemminista e libertaria, che hanno nella protagonista il proprio simbolo, con una rappresentazione della violenza tra le più crude e selvagge di quegli anni – I diavoli di Ken Russel, prototipo del filone, compreso. (Anche se non si può non sottolineare che una terminologia peculiare del femminismo anni Settanta suona stonata in bocca ad una donna di fine Quattrocento: si tratta del limite più grande di questa pellicola).
Non a caso, alcuni recensori, all’uscita di Flavia, la monaca musulmana, tirarono in ballo la Psychopathia Sexualis di Richard Freiherr von Krafft-Ebing, il film andò incontro sia al sequestro sia all’accusa di vilipendio alla religione e tutt’ora circola in una versione abbondantemente tagliata. Del resto, nella pellicola di Mingozzi non viene risparmiato alcun abominio tipico dell’universo fallocratico della Puglia del XV secolo: impalamenti, decapitazioni e squartamenti si sprecano; una giovane conversa, colpevole di essersi abbandonata a una danza di ‘tarantolate’, viene sbollentata col piombo fuso; alcune contadinelle vengono stuprate su un giaciglio di sterco di maiale; una monaca si nasconde nuda nella carcassa di una vacca in una citazione del mito di Pasiphaë, moglie di Minosse e madre del Minotauro («colei / che s’imbestiò ne le ‘mbestiate schegge», la definì Dante nel Purgatorio, XXVI, 86-7); per non parlare della castrazione di un cavallo, ripresa probabilmente dal vero, e del supplizio finale dell’eroina protagonista. Una violenza estremista funzionale però alla narrazione, volta a sollecitare il ritmo narrativo molto lento della storia, e, comunque, tipica dei film scandalo prodotti in quel periodo.
Interessante il cast, in cui spiccano, oltre alla protagonista, una sensualissima Florinda Bolkan, Claudio Cassinelli, l’ebreo Abraham, unico vero amico di Flavia, cui viene mozzata la testa da una sciabolata, e, soprattutto, Maria Casares, nel ruolo dell’eretica suor Vincenza, che insegna alla “monaca musulmana” a masturbarsi stando seduta sui talloni e che vorrebbe diventare Papa.
A titolo di curiosità, vale la pena ricordare che lo sceneggiatore Raniero di Giovanbattista, dietro lo pseudonimo di Jonas Rainer, si avviò vero una discreta carriera come regista di film hard, tra cui gli stracultissimi Porcellone e porcellini e Valentina, ragazza in calore con Moana Pozzi, mentre Florinda Bolkan rivestì una seconda volta l’abito monacale in un contesto questa volta contemporaneo ma parimenti violento e selvaggio, nel film La settima donna, diretto nel 1978 da Franco Prosperi, un titolo che si colloca nell’ambito del filone rope and revenge, inaugurato da L’ultima casa a sinistra di Wes Craven.
Per quanto possa sembrare assurdo, di questo film, non esiste una edizione italiana in dvd. Io ho ovviato accontentandomi di quella internazionale, peraltro mutila di alcune scene, che ho acquistato tramite amazon. Flavia, the heretic, è solo in inglese.
Flavia, la monaca musulmana è un film di Gianfranco Mingozzi del 1974, con Florinda Bolkan, María Casares, Claudio Cassinelli, Anthony Higgins, Spiros Focás, Diego Michelotti, Raika Juri, Ciro Ippolito. Prodotto in Francia, Italia. Durata: 96 minuti. Distribuito in Italia a partire dal 13.04.1974.
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