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	<title>Commenti a: Walter Siti, Il canto del diavolo</title>
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	<description>un blog di letture, visioni e chiaroscuri a cura di Vito Santoro</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Sep 2009 15:54:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Robert</title>
		<link>http://vsantoro.wordpress.com/2009/05/06/walter-siti-il-canto-del-diavolo/#comment-38</link>
		<dc:creator>Robert</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 10:39:15 +0000</pubDate>
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		<description>cara Lolly, visto che ti dai un gran daffare a stroncare qua e là il libro di Siti (pure su IBS), ci viene da pensare che probabilmente tu lavori all&#039;ufficio del turismo di Dubai e che il tuo incarico consista in quello che stai facendo: contrapporre pochi e discutibili argomenti (dettagli, per lo più) ad un libro che non pretende di dettare verità assolute ma di dare degli utili spunti di riflessione al turista come al viaggiatore o anche a chi a Dubai non ci metterà mai piede ma è semplicemente interessato a capire cosa sta dietro al fenomeno di questa chiaccherata città. Che non è, per inciso, tutta rose e fiori perchè presenta punti oscuri che di sicuro meritano approfondimenti che vanno al di là della confutazione di piccoli episodi, come quello da te citato, della banca. La schiavitù della manovalanza indiana, pakistana ecc., il loro ritiro dei passaporti e le loro condizioni disumane sono un dato di fatto inconfutabile che è stato recentemente discusso anche da una serie di articoli del&#039;&#039;Independent in Inghilterra (e tradotto in Italia sulla rivista &quot;Internazionale&quot;). Il fatto che Dubai sia sull&#039;orlo della bancarotta e sia stata salvata dal petrolio della vicina Abu Dhabi è un altro dato di fatto preoccupante, come l&#039;assolutismo feudale che vi regna (mascherato dietro il liberismo di facciata) e la rigida divisione in classi basata sulla nazionalità (autoctoni, expats anglo-sassoni, schiavi asiatici). Insomma, è di sicuro un posto che presenta ampie zone d&#039;ombra ma, come si sa, non è tutto oro quel che luccica. E Dubai sul luccichio sta investendo tutto, forse troppo, quando basta scavare un poco sotto la superficie per rendersi conto che questa città racconta un milione di bugie al secondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Lolly, visto che ti dai un gran daffare a stroncare qua e là il libro di Siti (pure su IBS), ci viene da pensare che probabilmente tu lavori all&#8217;ufficio del turismo di Dubai e che il tuo incarico consista in quello che stai facendo: contrapporre pochi e discutibili argomenti (dettagli, per lo più) ad un libro che non pretende di dettare verità assolute ma di dare degli utili spunti di riflessione al turista come al viaggiatore o anche a chi a Dubai non ci metterà mai piede ma è semplicemente interessato a capire cosa sta dietro al fenomeno di questa chiaccherata città. Che non è, per inciso, tutta rose e fiori perchè presenta punti oscuri che di sicuro meritano approfondimenti che vanno al di là della confutazione di piccoli episodi, come quello da te citato, della banca. La schiavitù della manovalanza indiana, pakistana ecc., il loro ritiro dei passaporti e le loro condizioni disumane sono un dato di fatto inconfutabile che è stato recentemente discusso anche da una serie di articoli del&#8221;Independent in Inghilterra (e tradotto in Italia sulla rivista &#8220;Internazionale&#8221;). Il fatto che Dubai sia sull&#8217;orlo della bancarotta e sia stata salvata dal petrolio della vicina Abu Dhabi è un altro dato di fatto preoccupante, come l&#8217;assolutismo feudale che vi regna (mascherato dietro il liberismo di facciata) e la rigida divisione in classi basata sulla nazionalità (autoctoni, expats anglo-sassoni, schiavi asiatici). Insomma, è di sicuro un posto che presenta ampie zone d&#8217;ombra ma, come si sa, non è tutto oro quel che luccica. E Dubai sul luccichio sta investendo tutto, forse troppo, quando basta scavare un poco sotto la superficie per rendersi conto che questa città racconta un milione di bugie al secondo.</p>
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		<title>Di: Vito Santoro</title>
		<link>http://vsantoro.wordpress.com/2009/05/06/walter-siti-il-canto-del-diavolo/#comment-32</link>
		<dc:creator>Vito Santoro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2009 21:04:06 +0000</pubDate>
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		<description>Gent.ma Lolly,
io non ho mai visitato gli Emirati. Mi sono limitato ad analizzare il libro di Siti e a cogliere quegli elementi che lo pongono in relazione con la sua opera narrativa, in particolare, con Troppi paradisi. 
Va detto, comunque, che in genere gli scrittori - pensiamo a Calvino o a Parise - nei loro resoconti di viaggio in un paese tendono a cercare la conferma di quanto da loro immaginato di quel paese stesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gent.ma Lolly,<br />
io non ho mai visitato gli Emirati. Mi sono limitato ad analizzare il libro di Siti e a cogliere quegli elementi che lo pongono in relazione con la sua opera narrativa, in particolare, con Troppi paradisi.<br />
Va detto, comunque, che in genere gli scrittori &#8211; pensiamo a Calvino o a Parise &#8211; nei loro resoconti di viaggio in un paese tendono a cercare la conferma di quanto da loro immaginato di quel paese stesso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Lolly</title>
		<link>http://vsantoro.wordpress.com/2009/05/06/walter-siti-il-canto-del-diavolo/#comment-31</link>
		<dc:creator>Lolly</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 14:21:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vsantoro.wordpress.com/?p=858#comment-31</guid>
		<description>Sono italiana residente da anni a Dubai e tornata in Italia per due settimane appena dopo la pubblicazione di questo libro, che sono stata quasi costretta a comperare per difendermi da attacchi diretti.
Prima di tutto Siti ha visitato Dubai da turista e quindi vedendo solo cose che un turista vuole vedere, nonostante spunti di approfondimento lasciati poi a metà.
In ogni pagine vi ho trovato imprecisioni e attacchi fuori luogo dettati forse dalla mediocre conoscenza della lingua inglese. Un esempio per tutti: se chiedi indicazioni su dove trovare la Banca Nazionale per cambiare soldi al di fuori dell’hotel, prima di tutto ci sono sportelli ovunque e non occorre andare alla sede centrale facendo una scarpinata sotto il sole. Questo non vuol dire che la gente del posto non conosce la città, ma forse che lui si è espresso male o non ha dichiarato la sua intenzione di cambio.
Ha visitato gli Emirati con gli occhi della sua propria cultura, tirando fango su cose a lui estranee, ma non per questo una cultura diversa è necessariamente negative.
Non si è chiesto ad esempio, salendo sul pulman di imprenditori italiani, come mai vi fosse un produttore veneto di vini, venuto a vendere il proprio prodotto in un paese islamico? Non so chi organizzasse questo viaggio, ma mi è subito sembrata una farsa… E la “truffa” che ha poi dato il via ad una petizione sul pulman è partita da italiani, non da gente del posto…
Parla di “accanita pianificazione” come il vero guaio della città… Ebbene sì, mio caro Siti, forse pianificando e avendo delle regole che vadano rispettate, le cose funzionano meglio! E’ un guaio volere che le cose funzionino, avere una società che rispetta le regole, dove tutti controbuiscono con una propria produttività al benessere collettivo? E dove no, non è permesso al tuo amico Massimo di prendere la guida di un taxi e di guidare sulla corsia di emergenza com’è abituato?
Se un arabo facesse questo a Roma, cosa gli succederebbe?
Non è forse vietato guidare sulla corsia di emergenza?
Con l’Italia dei furbi siamo arrivati al punto che se rispetti le regole sei un deficiente e alla fine tutti si arrangiano imbrogliando.
No, a Dubai non è tutto rose e fiori, come molti in Europa vogliono vedere, ma almeno qui le regole vanno rispettate. Se non ti piace, rimani pure dove sei, perchè i furbi qui non sono ammessi.
E non parlo da ricca occidentale che vive in villa con la servitù asiatica che non costa nulla. Ho uno stipendio normalissimo, lavoro anche 12 ore al giorno e vivo in un appartamento normalissimo.
Se vieni a Dubai per vedere le cose da bravo italiano, con i paraocchi che non ti permettono di vedere altre culture al di fuori della tua, perchè viaggi?
Hai visto il museo di Dubai e hai disprezzato la cultura e il patrimonio culturale locale, tralasciando altri musei storici importanti.
Certo, qui l’aereo è arrivato prima della ferrovia… Forse perchè la ferrovia in mezzo al deserto non ha senso. Ma rimani pure in Italia a costruire “cattedrali nel deserto” (ci sarà un motivo per questo modo di dire, no?!) e a pensare che solo se violi le regole puoi vivere bene.
Libro superficiale, non c’era nulla di investigativo, povero nei contenuti e nelle informazioni. Almeno fosse stato comico!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono italiana residente da anni a Dubai e tornata in Italia per due settimane appena dopo la pubblicazione di questo libro, che sono stata quasi costretta a comperare per difendermi da attacchi diretti.<br />
Prima di tutto Siti ha visitato Dubai da turista e quindi vedendo solo cose che un turista vuole vedere, nonostante spunti di approfondimento lasciati poi a metà.<br />
In ogni pagine vi ho trovato imprecisioni e attacchi fuori luogo dettati forse dalla mediocre conoscenza della lingua inglese. Un esempio per tutti: se chiedi indicazioni su dove trovare la Banca Nazionale per cambiare soldi al di fuori dell’hotel, prima di tutto ci sono sportelli ovunque e non occorre andare alla sede centrale facendo una scarpinata sotto il sole. Questo non vuol dire che la gente del posto non conosce la città, ma forse che lui si è espresso male o non ha dichiarato la sua intenzione di cambio.<br />
Ha visitato gli Emirati con gli occhi della sua propria cultura, tirando fango su cose a lui estranee, ma non per questo una cultura diversa è necessariamente negative.<br />
Non si è chiesto ad esempio, salendo sul pulman di imprenditori italiani, come mai vi fosse un produttore veneto di vini, venuto a vendere il proprio prodotto in un paese islamico? Non so chi organizzasse questo viaggio, ma mi è subito sembrata una farsa… E la “truffa” che ha poi dato il via ad una petizione sul pulman è partita da italiani, non da gente del posto…<br />
Parla di “accanita pianificazione” come il vero guaio della città… Ebbene sì, mio caro Siti, forse pianificando e avendo delle regole che vadano rispettate, le cose funzionano meglio! E’ un guaio volere che le cose funzionino, avere una società che rispetta le regole, dove tutti controbuiscono con una propria produttività al benessere collettivo? E dove no, non è permesso al tuo amico Massimo di prendere la guida di un taxi e di guidare sulla corsia di emergenza com’è abituato?<br />
Se un arabo facesse questo a Roma, cosa gli succederebbe?<br />
Non è forse vietato guidare sulla corsia di emergenza?<br />
Con l’Italia dei furbi siamo arrivati al punto che se rispetti le regole sei un deficiente e alla fine tutti si arrangiano imbrogliando.<br />
No, a Dubai non è tutto rose e fiori, come molti in Europa vogliono vedere, ma almeno qui le regole vanno rispettate. Se non ti piace, rimani pure dove sei, perchè i furbi qui non sono ammessi.<br />
E non parlo da ricca occidentale che vive in villa con la servitù asiatica che non costa nulla. Ho uno stipendio normalissimo, lavoro anche 12 ore al giorno e vivo in un appartamento normalissimo.<br />
Se vieni a Dubai per vedere le cose da bravo italiano, con i paraocchi che non ti permettono di vedere altre culture al di fuori della tua, perchè viaggi?<br />
Hai visto il museo di Dubai e hai disprezzato la cultura e il patrimonio culturale locale, tralasciando altri musei storici importanti.<br />
Certo, qui l’aereo è arrivato prima della ferrovia… Forse perchè la ferrovia in mezzo al deserto non ha senso. Ma rimani pure in Italia a costruire “cattedrali nel deserto” (ci sarà un motivo per questo modo di dire, no?!) e a pensare che solo se violi le regole puoi vivere bene.<br />
Libro superficiale, non c’era nulla di investigativo, povero nei contenuti e nelle informazioni. Almeno fosse stato comico!</p>
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